domenica 1 novembre 2009

Il ritorno del figliol prodigo...

fu questa la frase di accoglienza di mio padre quando all'età di 16 anni feci ritorno a casa dall'esperienza disastrosa del collegio a Fabriano, dalle prime risse con i comunisti e dalla (per mio merito e lo sottoscrivo) riapertura della ex sezione del M.S.I. del luogo, chiusa precedentemente su faziose ed ottuse accuse formulate dall'amministrazione comunista dell'epoca. Essendo sempre stato amante indiscriminato delle libertà individuali, nonchè di quelle di una collettività che decide di assurgere a ideologie condivise, proponendo in maniera costruttiva e proattiva il buono che può arrivare al popolo dall'abbracciare concetti che tradotti in pratica, rivelano anche a distanza di decenni la loro fattività sociale, nonchè l'evidente possibilità di crescita e sviluppo di una nazione intera....dicevo essendo amante spregiudicato di tutto ciò che equivale a libertà ed autonomia...tornai a Roma ed iniziai il mio cammino politico e formativo.

Ma oggi voglio accennare ad alcune persone che furono fari illuminanti, forieri di idealismo, buon senso, educazione, attenzione per la famiglia e amanti del suolo natìo.

Volendo considerare la continua "caccia alle streghe" che pervade il nostro logorato paese...e ben sapendo che i poteri forti dell'internazionale socialista sono tutt'altro che sopiti, conoscendo la logica delle partigianerie politiche ... per cui oggi i "camerati" non esistono più e tanto meno lo spirito cameratesco...proprio per questo eviterò come la peste di fare nomi e cognomi, pur sapendo che chi leggerà avendo un interesse particolare...riconoscerà i personaggi dell'epoca.

Ho iniziato l'attivismo nel lontano 1976 ed alla fine del 1977 conobbi a Roma personaggi illustri, importanti, indegni, quasi degni, ed assolutamente inutili dell'attivismo e dell'ideologia Romani e non.

In quel tempo la verità era solo fenomeno testimoniale, per dirla in altre parole, solo se avessi preso parte a determinate situazioni avresti conosciuto la verità...altrimenti tutto ciò che veniva riportato era sempre frutto di ipertrofie narrative atte ad enfatizzare l'evento stesso...un pò quello che succede oggi quando senti un qualsiasi TG. Oggi è solo manipolazione e menzogna, nessuno dice più nulla di vero, nessuno si limita a dire le cose come sono (nemmeno i magistrati che subiscono passivamente l'opera degli investigatori, che per lo più devono fare statistica e avanzamenti di carriera, i magistrati inquirenti stessi a volte costruiscono teoremi mostruosi uccidendo di fatto le persone e non solo nella loro libertà).

Quanti italiani sanno che lo stipendio dei magistrati è legato a quello dei parlamentari? E che i signori togati devono per legge avere sempre uno stipendio superiore a quello dei signori onorevoli?

Non voglio diventare e ne essere l'ennesimo urlatore al vento che vive in Italia...ma ci sono un mucchio di cose che tutti ignorano. Andiamo avanti.

Quando mi iscrissi alla sez. M.S.I. di via Rossini a Roma, il giorno che mi recai in quel secondo piano dell'antico palazzo ai Parioli, provai un'emozione particolare, mi fu aperta la porta da un ragazzo biondissimo occhi azzurri, che con aria simpatica e gioviale mi disse "ciao" e ritornò sui suoi passi andando dentro una stanza e lasciandomi solo nell'ingresso, vidi un'altra ragazzo molto alto e con un personale importante, barba capelli ricci occhi di fuoco, parlava a voce alta ed in quel momento mi sembrò un essere in grado di affrontare anche il demonio...aveva il carisma di chi non teme nessuno...dopo di lui, mi venne incontro un ragazzo con gli occhi tagliati all'orientale con la carnagione olivastra, fisico robusto da guerriero capelli neri come la pece e lineamenti da "Maori" sprigionava carisma e potenza da ogni millimetro di pelle, era decisamente il leader, provai a presentarmi, ma lui disse..."lascia stare qui siamo tutti camerati vieni a darci una mano"...all'istante fui proiettato in una dimensione fuori dal mondo venni affascinato dall' auotervolezza del personaggio e da quel giorno lo seguii. All'epoca, poco più che 16enne vidi in quel ragazzo più grande di me la vera Guida, un uomo che oggi è ancora nel mio ideale la mia guida spirituale, un esempio di correttezza, onestà, abnegazione e senso del dovere e del combattimento...vorrei urlare al mondo di aver conosciuto lui e pochi altri e di aver combattuto al loro fianco...queste persone magnifiche (alcuni di loro sono morti per la causa e nelle menzogne del regime)...ma a poco servirebbe e non è questo il contesto...però...nei prossimi post, capirete perchè ho menzionato queste situazioni e ritornando al motivo fondamentale dell'osservazione umana, parlerò del valore della verità vissuta e della verità artefatta o ipertrofica.

Sempre avendo vissuto sulla mia pelle...tutto ciò che sarà motivo di racconto e studio. Non sono un teorico....sono un pratico e le mie esperienze di vita sono state uno studio continuo, per questo chi vuole la verità e comprenderne i meccanismi, potrà leggere serenamente queste righe, le situazioni raccontate sono solo spunti illustrativi e servono per riflettere sulle varie condizioni espresse.

Alla prossima.
..

venerdì 23 ottobre 2009

Le basi della comunicazione

fin dall'età evolutiva 0 / 10 anni apprendiamo ciò che ci è circostante (il nostro mondo) da un insieme di segnali visivi ed uditivi...alcuni fortunati riescono anche a vivere messaggi cinestesici (emozioni ed affetti reali comunque positivi). Fin da quel periodo impariamo a relazionarci con gli altri ed a comprendere l'importanza del comunicare in maniera efficace.

Almeno così dovrebbe essere ( ! ).

Già...così dovrebbe essere...ma non è. Il problema più grande del nostro tempo è che la comunicazione interpersonale è sempre più complessa e studiata al tavolino, non è più oggetto di acquisizione familiare, non è più meta ambita di genitori ansiosi che desiderano trasmettere ai propri figli "come si parla", "cosa si dice" o "il senso logico delle cose".

In questi anni mi sono reso conto che gran parte dei comportamenti nevrotici e schizoidi che vedo quotidianamente ed osservo con cura, sono generati dalla assoluta incapacità malcelata, di effettuare una comunicazione accurata, profonda, logica e finalizzata. In altre parole, non si comunica più...si fà solo casino autoreferenziale straparlando senza che buon senso, educazione e logica facciano il loro dovere.

Per comprendere l'importanza del comunicare efficacemente, dovreste fermarvi in un luogo qualsiasi dove ci siano due o più persone ed anche se può sembrare incorretto, ascoltarne le conversazioni. Indipendentemente dal titolo di studio, posso garantire che a parte la forma grammaticale (disastrosa), le infarciture di neologismi spesso etimologicamente incomprensibili (tutto questo è la parte "esteriore" del discorso), diventano mucchi di parole che grosso modo vorrebbero nelle più buone intenzioni rappresentare qualcosa...di molto nebuloso. Tale è la situazione, che nell'interloquire spesso sentite dire..."come", "ma davvero", "scusa non capisco" ed altre interiezioni tese a desumere la logica di chi parla...

Ora: la comunicazione scorre se ben regolata per il 10% sul canale verbale e sul rimanente 90% sul canale non verbale del linguaggio corporeo e "delle cose non dette".
Questo non lo dico, io ma studi effettuati da fior fiore di signori psicoterapeuti, che negli anni hanno portato alla luce in maniera esaustiva il grande problema della comunicazione interpersonale.

In altre parole chi non comunica, sviluppa profonde problematiche personali che vanno a sfociare potenzialmente, anche in comportamenti pericolosi nei comfronti della società. Chi non comunica "efficacemente"...non riesce ad esprimere se stesso e tende all'isolamento psichico...

Questo è un problema serio.

Quotidianamente mi informo sulla vita nel pianeta dove viviamo, facendo incetta di informazioni ed acquisendo dati come fossi un registratore perenne di eventi. Ho la tendenza ad esaminare ogni singola parola collocandola nel contesto di appartenenza ed il più delle volte mi sento ripetere che dò troppo peso alle parole.

Pura follia da ventunesimo secolo. Avete mai conosciuto qualcuno che sente alla radio una canzone in lingua inglese (o qualsiasi altra) ne ripete "a pappagallo" le parole ma non capisce un' "H" di ciò che dice? La risposta sarà "SI"...

Nella stessa maniera le persone parlano e non comunicano. Ultimamente sono stato ad un congresso medico dove venivano presentati dei macchinari per diagnostica medica. Ora trovandomi in un ambiente che dovrebbe almeno nelle intenzioni rappresentare l'eccellenza italiana della comunicazione, ho avuto modo di consatatare che anche in questo ambito (a parte la cosiddetta "forma"), nulla avrebbe fatto trasparire dalla comuncazione, particolari appartenenze a classi di studio superiore o singole competenze specifiche nella materia in questione...ergo, o non so comunicare o non conosco la materia e non so comunicarlo...Una pena infinita.

Se dopo questa prima esposizione siete stanchi o ritenete che io sia "il saccente di turno", per favore evitate come la peste il mio sito...ma se ciò vi solletica la fantasia e ritenete arbitrariamente di avere un interesse in tutto ciò....beh, siete sulla strada giusta.

A detta di molti, io sono sempre stato uno "stronzo" nel senso di schivo, snob, altezzoso...e questo si potrebbe desumere dal mio modo di comunicare....nessuno vi vieta di considerarmi tale, ma... se stronzo significa colui il quale, nella comunicazione è preciso, logico, profondo, esaustivo e presenta rispetto per colui che prende parte al discorso...allora faccio al caso vostro e sono pronto a prestare attenzione...ma come spesso un adagio contemporaneo recita:..."prima di aprire la bocca, mettete in moto il cervello..." ed io aggiungo: formulando prima mentalmente un concetto logico e poi trovando i vocaboli giusti per significarlo a chi ascolta.

Grazie per il vostro tempo.

sabato 10 ottobre 2009

di tanto in tanto

Come anticipato qualche mese fa, purtroppo il tempo da dedicare a questa strada non è molto, chiedo ai lettori ed agli amici di avere un pò di pazienza perchè di "tanto in tanto" (come il titolo del post) ho delle defaiances notevoli e la mia salute vacilla...quindi non sempre riesco a mettermi a scrivere, anche perchè nella mia testa ci sono milioni di ricordi e di azioni vissute, analizzate ed elaborate in modo tale da essere comunicabili ed in qualche modo scorporate dagli aspetti meramente pratici, sono a tutti gli effetti operazioni chirurgiche sul pensiero umano e sul perchè e percome di innumerevoli azioni ed interazioni tra essseri viventi.

Sono certo che avrete la pazienza e la comprensione, ma la promessa è che non sarete delusi...forse i più semplici troveranno divertenti alcuni aneddoti, coloro che sono alla ricerca di verità saranno un pò più attratti...ritengo che comunque sia, le letture successive saranno interessanti per tutti. Per il momento, buona vita a voi tutti....e: "L'uomo che non sa controllare se stesso, sarà sempre uno schiavo." W.Goethe

martedì 15 settembre 2009

Quando è il nostro modo di vedere...

...a farci cadere nel tranello di essere in una condizione disperata... A quanti di noi non è mai capitato di vivere situazioni nelle quali sentivamo ripetere nella nostra testa..."mamma mia e adesso come faccio? Sono disperato! Così non ce la faccio! Non posso vivere in questa maniera!..." ecc. ecc. Tante situazioni, spesso nella nostra esistenza, generano questo tipo di frasi e di conseguenza il pensiero si orienta esattamente nella direzione sostenuta verbalmente.

Il cane che si morde la coda, questo è un ciclo vizioso fortemente negativo.Come si affronta? Come si risolve?

Il dualismo esistenziale ci fa comprendere come sia possibile che ad ogni situazione corrispondano sempre almeno due strade da percorrere...come dire:"siamo sempre di fronte ad un bivio!".

E' sempre così, ma prima di entrare nella fase degli esercizi di PNL, è giusto rivivere un aneddoto oggi simpatico, ma ieri all'oscuro di tutto significò nella mia vita una tragedia momentanea, ma pur sempre una tragedia dettata dalla mia testa e dal modo sbagliato di vedere la situazione.

IL BIVIO.
Quante volte nella vita ci siamo sentiti dire...:" vedi tesoro, non sei tu che non vai, sono io che sono strana, che mi sento strana e sento di avere bisogno di una pausa di riflessione, come per prendermi del tempo per me e capire cosa non và...tu sei perfetto, sono io che sto attraversando un periodo in cui è tutto sottosopra...", ed altre amenità del genere.

Attenzione, queste frasi non sono appannaggio esclusivo del mondo femminile, ma anche di quello maschile, solo che l'uomo è un pochino più rozzo e quindi magari non parla così tanto...magari scappa, o si chiude in un mutismo incomprensibile.

Ritorniamo a noi. Di fronte alla frase di prima, la prima volta che mi fu detta, fu proprio la villica fabrianese (del racconto precedente) ad usarla per intero, vi dirò che la realtà era ben diversa...e cioè...avendo avuto la propria soddisfazione, non intendeva più fare la nave scuola al "romano" e quindi decisa di sbarazzarsene in modo gentile, ben sapendo che non avrei mai rivelato nulla a nessuno, salvando così la sua integrità morale di ragazzina di 16 anni...ricordo a tutti che stiamo parlando del 1976...

Bene, anche io giunsi al BIVIO...detto in altre parole...adolescente che "scopre" la vita da solo ed in coppia, lontano da casa...improvvisamente tutto finisce e non avendo la benchè minima nozione di come si dovesse affrontare un tale "dramma"...decisi arbitrariamente e consapevolmente di "deprimermi"...cercando in tutto questo psicodramma...qualcuno che mi compatisse e mi consolasse. (illusione)

Caddi per mia volontà (inconsapevole) in uno stato disastroso. Iniziai a mangiare smodatamente, non dormivo più, persi l'anno scolastico, il mio pensiero era orientato in maniera fissa su questa persona e su i momenti che avevamo passato insieme...lei rappresentava a Fabriano, la mia famiglia, il mio tutto...lei mi aveva mandato via, dissi a me stesso che "dovevo essere distrutto".

PRESI LA STRADA SBAGLIATA...di fronte al bivio = vivere e continuare a gioire delle bellezze della vita, oppure piangere e disperarsi per qualcosa che non si aveva più...optai per la soluzione più semplice = disperazione...una pazzia!

All'epoca, mi sembrò l'unica strada percorribile...Ma mi sbagliavo e di grosso pure.

Al prossimo post...buona lettura.

lunedì 20 luglio 2009

La prima storia non si scorda mai...

Il corridoio ampio portava alle aule della scuola superiore di Fabriano. L'Istituto Tecnico Agrario di Fabriano...era il 1976...il primo anno di scuola superiore lontano da casa. Lei mi passò davanti, chioma fluente nera, alta camminava come una pantera il viso rotondo e gradevole, il suo fondo schiena...uno spettacolo! camminava verso la sua classe, quando mi resi conto che non le avevo staccato gli occhi dal sedere nemmeno un secondo, un ragazzino vicino a me disse : "lasciala perdere quella fa il secondo anno, nemmeno ti guarderà..."
Da quel momento, ebbi uno scopo solo nella vita, quella ragazza, sarebbe diventata la "mia ragazza"... dopo 3 settimane così fu...La villica fabrianese, non avrebbe potuto dire di "no", di fronte ad un anello da 150.000 lire dell'epoca. La storia potete immaginarla, anche se all'epoca erano tempi duri specie in provincia...in un piccolo centro...ma la lezione, anzi le lezioni...servirono e la villica fabrianese servì perfettamente il suo scopo ed io mi resi conto che in questo mondo i modi di procedere potevano essere solo due...o ti prendevi quello che c'era senza aspettarti nulla oppure anelavi ad altro e allora dovevi comunque "pagare in qualche maniera".

Questo argomento sarà il più controverso, l'analisi della transazione umana...che porta al cosiddetto "rapporto affettivo"...che poi è affettivo quando non possono esistere interessi, il che la dice lunga sui tempi che viviamo oggi...nei prossimi post, ci sarà da divertirsi...

Ma non vi aspettate una cosa fatta di corsa...non sono il tipo, i racconti vissuti sulla mia pelle richiedono tempo e lettura tranquilla...ed io ho appena iniziato dal 1976...avevo "solo" 14 anni.

Buon divertimento!

venerdì 10 luglio 2009

Quando la menzogna cela l'opportunismo...

è la condizione principe degli anni in cui viviamo. Proverò a significare meglio la frase del titolo. Dunque, ho assistito in parte attivamente (anni fa da militante politico), all'evoluzione della menzogna vestita da "maturità" intellettuale e per l'esattezza e per semplicità...al "come" ci si è evoluti da movimento di estrema destra, in "capponi" senza attributi, sapientemente mascherati da neo democristiani incapaci di sostenere la benchè minima argomentazione, che non rientri in classi meramente economiche e di interesse personale (vestito di collettivo).

Che cosa voglio dire. Vi racconto sommariamente un aneddoto dei tantissimi; nel Maggio 1989 un corteo di "camerati" dell'allora Fronte della Gioventù,riuscì nell'intento di fermare il convoglio di autovetture che "portava" l'allora presidente USA G.Bush (padre)in località Nettuno (Roma)...ci furono scontri e tafferugli, motivati ovviamente dalla volontà dell'epoca (sincera), di dimostrare che quella persona, incarnante una politica che non è mai piaciuta a mezzo mondo, non fosse gradita sul suolo Italiano. Uno dei nostri attuali uomini politici romani (ma non nativo di Roma) fu ferito lievemente, fu arrestato...comunque dimostrò coerenza con la linea politica e di condotta assunta a quel tempo. E fino qui è tutto vero.

Sempre all'epoca la verità era rappresentata dai fatti inequivocabili, ai quali erano sottoposti regolarmente tutti coloro i quali fossero in "odore" di destra.

Oggi, leggo, ascolto, vivo...con estrema amarezza, la menzogna più grande, che cela continuamente la necessità di non perdere lo status acquisito ed il reddito derivante da questo status. La cosa che sento ripetere da coloro che vengono "intervistati" dal sottoscritto è: "che vergogna siamo stati traditi due volte...anzi tre..." cosa sostengono gli intervistati con queste frasi? La mancanza di coerenza, che è un chiaro segnale di menzogna.

Perchè si passa da posizioni mentali, che assurgono ad una storia celebre e luminosa a tristi e lugubri posizioni che nulla hanno di "sociale" e di "nazionale"? INTERESSE, DENARO, POSIZIONE SOCIALE, tutto quanto è valido per riempire la propria pancia ed il proprio portafoglio. (ma che strano)

Da sempre la menzogna ed i suoi attributi, sono la campana che suona l'allarme più vero, l'allarme per cui c'è qualcuno che soccombe( i più) e qualcun altro che gode alle spalle dei più. Gli esempi fin qui riportati sono ovviamente stati vissuti in prima persona dal sottoscritto e le menzogne alle quali ho dovuto prestare orecchio, sono state eclatanti e roboanti...tanto da non essere più credibili per nessuno.

venerdì 12 giugno 2009

La "qualità"....

della bugia è quell'aspetto, non primario ma pur sempre rientrante in quelli fondanti della falsità in se. Per qualità intendo l'argomento, il fatto o l'atto che discussi acquisiscono, sulla base dei due precedenti presupposti, valore qualitativo. Proverò a spiegarmi meglio; se dico: "ieri ho visto un asino volare" è evidente che la "qualità" dell'argomentazione è semplicemente inesistente, pur volendo considerare che un incrocio con un grande volatile preistorico potrebbe sempre essere possibile...(qui sto mentendo io sulla base di conoscenze di biologia).
Se invece, di fronte ad un magistrato, ci si ritrova con un'accusa infamante di "sfruttamento della prostituzione" supportato solo dal fatto di essere proprietari della casa dove si svolgono i fatti, senza null'altra prova, ma con una sola frase captata durante una conversazione telefonica...che tra l'altro può significare mille argomenti diversi, la sua interpretazione da parte degli investigatori, diventa qualitativamente parlando: un'accusa basata su in'interpretazione "menzognera" atta a dimostrare una colpa che non si ha per uno scopo personale di successo investigativo...senza curarsi delle conseguenze disastrose nei confronti della persona che subisce la menzogna, scaturita da un'accusa insussistente...ma per "qualità", semplicemente "autentica" e aquisibile per vera, tale da diventare una domanda del pubblico ministero all'accusato...

Chiaro che se qualcuno avesse chiesto: "Ma signor tizio, Lei ha visto un asino volare?" ovviamente la risposta e la domanda avrebbero vita breve, ma se vi accusassero di: "Ma signor tizio, Lei sa che dentro casa sua si svolge il meretricio?" La domanda, sulla base delle prove inesistenti è chiaramente una menzogna atta per "qualità" a confermare un'accusa contro chi non in grado di comprendere a pieno potrebbe trovarsi dall'oggi al domani in mezzo ad un mare di guai.

La "qualità" della menzogna è l'elemento discriminante tra la "fesseria" e la seria argomentazione...quando si sostiene che il regime comunista sovietico non ha mai fatto morti innocenti, si mente sapendo di mentire, ma la qualità dell'argomentazione è terribilmente seria e sulla morte delle persone non si scherza e non si deve mentire. E qui mi fermo, ma sappiate che le argomentazioni sostenute, sono state vissute realmente da persone a me vicine. Buona giornata.